Mi è sempre piaciuto guidare e  lo faccio anche bene; in trent’anni di patente ho subito una sola multa per divieto di sosta e ho provocato un tamponamento per aver frenato bruscamente a causa di un gatto (non nero) che ha improvvisamente attraversato la mia strada. La voglia di guidare è però iniziata troppo presto…12/14 anni…

Cominciai con il far muovere la 850 di mia madre in “folle”. Pian piano facevo scivolare l’auto per una decina di metri e poi la spingevo a braccia di nuovo al suo posto, aiutata da mia sorella e da mia cugina. Poi scoprii la “messa in moto”, poi l’acceleratore, il freno e tutto il resto. A 15 anni , nei caldi pomeriggi estivi, mentre la mamma sfaccendava in cucina, di nascosto prendevo le chiavi dell’auto,  e con sorella e cugine facevamo il giro dell’isolato. Questo ci divertiva e ci faceva sentire grandi. La mamma si accorse ben presto della mia trasgressione  e cominciarono le discussioni, i rimproveri, gli urli… Le auto che giravano a quei tempi erano un quinto di quelle di oggi e mia madre, vedendo che non demordevo, decise di assecondarmi facendomi guidare  con lei al fianco in strade isolate e per brevissimi tragitti. Sperava che così acquietassi la voglia di stare al volante, ma…ma…

Per circa venti anni ho vissuto a 20 metri dalla caserma dei carabinieri, sono stata compagna di banco della figlia del maresciallo dalla prima elementare fino al diploma e c’era una forte amicizia di famiglia. I carabinieri si accorgevano che guidavo nonostante la mia giovane età ma erano presi da ben altro che a pensare a me.

Un pomeriggio, però, accadde un fatto strano…All’angolo della curva dell’isolato del “mio circuito”,meglio dire “nostro circuito” poiché non guidavo mai da sola ma caricavo in auto le compagne e sempre alla stessa ora, l’ora della siesta pomeridiana dei grandi, l’ora in cui non passa manco un gatto per strada perché fa troppo caldo e tutti stanno chiusi in casa, proprio a quell’ora, proprio in quel punto della curva ci bloccò una gazzella dei carabinieri.

Nella 850 eravamo in sei: io al volante, mia sorella, due mie cugine , la figlia del maresciallo e la figlia dell’appuntato dei carabinieri!! Un giovane militare con l’accento del nord ci fece scendere dall’auto, ci guardò con aria severissima, prese le chiavi della macchina e ci disse di tornare a casa a piedi e di presentarci tutte in caserma la stessa sera, accompagnati dai genitori.

Ancora ricordo il viso nero di mia madre e di mia zia mentre salivamo le scale della caserma: il maresciallo e l’appuntato, che in quel caso erano nella duplice veste di genitori delle colpevoli e di autorità, ci fecero una paternale che durò almeno venti minuti. Mia madre lanciava fulmini dagli occhi ma noi ragazzine…beh…mica eravamo tanto intimorite…eravamo invece un po’ stizzite poiché ci convincemmo che quell’auto dei carabinieri in quel pomeriggio infuocato l’avevano voluta lì le nostre mamme e che tutto fosse stato architettato da loro per darci una lezione e far smettere quel “gioco” di cui noi non capivamo assolutamente la pericolosità.

La punizione per me fu tremenda: mia madre mi sequestrò per un intero mese la radio e il mangiadischi!!Avevo 15 anni, la musica era la mia passione e lei non avrebbe potuto scegliere punizione peggiore. A nulla valsero le mie scuse, le promesse, le preghiere; mia madre non fece il minimo sconto..l’avevo fatta proprio grossa!

Nonostante ciò non smisi di guidare e continuai a farlo con più furbizia, lontano dagli occhi di mamma, tutte le volte che ne avevo l’occasione….

Sa essere davvero tremenda l’adolescenza…

Poi un giorno, a 17 anni , lunedì di pasquetta , mentre i genitori prendevano il caffè nella grande casa di campagna, noi ragazzi andammo con le auto verso il fiume e , mentre guidavo l’auto di mia cugina, non seppi fare una manovra e andai a sbattere sull’auto in sosta di un amico. Appoggiato all’auto c’era Antonio e se lui non avesse avuto la prontezza  di saltare sul cofano della macchina, gli avrei spezzato le gambe.Per pura fortuna l’incidente ebbe solo conseguenze sulle due auto.

Quell’esperienza fu più efficace della caserma dei carabinieri: capii immediatamente la gravità dell’accaduto e quanto ero stata così stupidamente incosciente, sciocca e presuntuosa . Guidare senza saperlo ancora davvero fare e senza essere protetta dalla legalità, solo per sentirmi grande, solo per trasgredire,… Aiutai mia madre a pagare il carrozziere coi miei risparmi e toccai il volante di un’auto solo un anno dopo. L’adolescenza, coi suoi capricci, con le sue sciocche e pericolose determinazioni e testardaggini stava finendo: era arrivata l’ora di ascoltare l’istruttore di scuola-guida..E non solo lui…

 

 

 

Annunci