Quando affido la mia vita

Ho fatto sino ad oggi una sola crociera e l’ho fatta con la Costa e con l’”inchino”.

E’ andata bene: forse perché la nave si chiamava Fortuna? Sicuramente, al di là del nome, abbiamo avuto la fortuna di avere al timone un comandante preparato che, ad es, oltre all’”inchino”, ha affrontato bene una tempesta di vento nel mar Egeo che ha fatto strabuzzare gli occhi a quasi tutti i passeggeri (me per prima e in quell’occasione ho scoperto di soffrire di mal di mare quando il mare è forza 7).

E’ stato il nostro viaggio per le nozze d’argento e addirittura il comandante della nave ci ha risposati, facendoci ripetere le promesse matrimoniali! E’ stato un bel viaggio che ci ha permesso di visitare, seppur di fretta come accade sempre nelle crociere, luoghi bellissimi delle Isole greche e ci ha fatto vivere otto giorni di fantastico mare (meno quello forza 7). Efficienti e puntuali i servizi Costa e garbati e disponibili i membri dell’equipaggio.

Ma dicevo dell’”inchino”. L’abbiamo fatto risalendo l’Adriatico, subito dopo  Dubrovnik. Una voce all’ altoparlante ci invitò ad affacciarci per un saluto alle suore di un convento a picco sul mare. Così, nel primo pomeriggio siamo andati tutti sui pontili per  il consueto saluto del Comandante e , come da tradizione marinara, ci furono 3-5  lunghi fischi della nave seguiti da un festoso scampanio del convento. La nave si avvicinò alla costa, ma sinceramente non ricordo di un avvicinamento esagerato, e noi potemmo fotografare il bel paesaggio “da vicino”. Poi la rotta proseguì  verso Venezia e fu al porto che, sia in ingresso che in uscita , nonostante l’incanto (vedere Venezia dal mare è tutt’altra cosa e ricordo ancora che quando andammo via dal porto, con il sole del tramonto che illuminava la città e noi che ci allontanavamo lentamente, ma inesorabilmente, da tanto splendore, ricordo ancora la mia commozione), dicevo, fu al porto di Venezia che provammo qualche lieve timore perché quel bestione di nave strisciava, seppur lentissimo, a un millimetro da alcune isolette della laguna e  inoltre eravamo circondati dallo slalom di centinaia di piccole e medie imbarcazioni che costantemente trafficano la laguna veneziana.

Sull’onda delle emozioni della tragedia del Concordia, rifarei oggi una crociera? Sì, la rifarei. Senza inchini possibilmente (rischiosi e fondamentalmente sciocchi). Non è il tipo di viaggio che preferisco, chi ha letto i miei post su Brattitta sa già qual è la mia vacanza ideale ma, pur di conoscere posti nuovi, rifarei anche una crociera.

Mi piace viaggiare e tutte le volte che ho la possibilità di farlo, affido la mia vita a qualcuno: alla compagnia o al comandante di una nave, di un aereo, di un treno o di un taxi. Ma affido la mia vita anche all’automobilista della strada mentre attraverso a piedi o sono alla guida in un incrocio, affido la mia vita al dirigente di una scuola o di un ufficio che controlla con rigore la manutenzione della caldaia. Affido la mia vita al medico quando mi prescrive un farmaco. Affido la mia vita anche al sindaco del paese perché tenga puliti i greti dei fiumi perché non esondino. E, non ultimo,  affido la mia vita al buon Dio e alla buona sorte perché non mi faccia incrociare mai la superficialità, la scelleratezza, la codardia, la vigliaccheria dell’essere umano.

Ah, dimenticavo… da cittadina Italiana affido la mia vita a chi sta al capo del Governo Italiano  perché questa possa essere quanto meno dignitosa.

 

Approfitto di questo mio semplice ricordo di crocierista per unirmi al dolore dei familiari delle vittime, per  lodare quanti si sono adoperati sulla Concordia per salvare vite umane e per esprimere apprezzamento  al sindaco e agli abitanti dell’Isola del Giglio per i soccorsi prestati ai naufraghi.

***   ***   ***

Stacco un pò, cari amici; il web questa settimana non mi fa fatto bene

 e sento che mi è necessaria una pausa.

Vi abbraccio.

 

22 comments on “Quando affido la mia vita

  1. Il tempo che mi è concesso non ti dia l’impressione che ti trascuri amica mia carissima! Leggo sempre con piacere tutte le tue esperienze anche perchè il tuo scrivere è talmente piacevole e scorrevole che arrivo alla fine dei tuoi post senza accorgermene. Credo che questa tua piacevole esperienza su una nave da crociera ci porti a riflettere un pò tutti che per fortuna non succede tutti i giorni che si affondi e si vada a sbattere su uno scoglio quindi se volessimo programmare un bel viaggio scegliamo pure una confortevole nave da crociera. Hai toccato anche un’altro tasto molto discusso in questi giorni e riguarda la Laguna di Venezia, vedi Mariarosaria credo che navi così grandi siano seriamente un pericolo per la morfologia dei fondali di quel luogo e mi è parso di leggere tra le righe che anche tu sebbene fosse un bel vedere non fossi molto daccordo. Ho letto i tuoi ricordi su “brattitta” questa estate e credo che esperienze così sono molto belle da fare e da ricordare e come ogni cosa si affronta a fasi nella vita io nn ti saprei dire in che fase sono….. forse in fase da campeggio si…. ma bungalow! eh eh eh con i piccoli sarebbe davvero bello ma conoscendomi e conoscendoli…. del camper, in movimento…. rimarrebbero solo le ruoteeee!…… Dai che scherzo! ;-) li potrei mettere fuori al posto delle biciclette mentre siamo in viaggio! ;-) eh eh eh. Un abbraccione a te con tutto l’affetto che posso!

    • E’ sempre un piacere leggerti, Angela.
      Sì, hai detto bene: fossi una veneziana vieterei l’ingresso di questi enormi pachidermi inquinanti in laguna, pericolosi per il delicato ecosistema lagunare e per i naviganti. E poichè sono italiana e Venezia è patrimonio italiano e del mondo, lo grido anche da qui.
      Brattitta….è sempre nel mio cuore!
      baci a te e ai tuoi piccoli

  2. Marirò ti lascio un saluto affettuoso, ti ringrazio per il commento a Giulio che hai lasciato nel mio blog, ora hai bisogno di ritrovare un attimo di serenità, mi raccomando torna presto a scrivere, manchi a tutti gli amici!!!! :-P
    Un abbraccio

  3. …………… ma noi ti aspettiamo Marirò :-) quando la tua pausa sarà terminata e vorrai scrivere noi saremo qui a leggerti :-)
    un abbraccio

    • ciao Luciana,
      continuo ad avere problemi ad entrare nel tuo blog, Stasera,ad es, dopo vari tentativi sono riuscita a leggere i tuoi due ultimi post (peperoni ed oche) ma non ad accedere ai commenti: mi si apre la pagina di sfondo bordeaux e nulla più. Solo io ho questo problema?
      cmq la ricetta della pasta coi peperoni la proverò, sembra ottima ed è una versione più leggera delle note penne alla vodka; le oche…non ti curar di loro, ma guarda e passa.
      ciao, spero si risolva il problema di accesso.

  4. non sono mai stata in crociera, ma una mia amica è stata anche lei sulla Costa Fortuna, e mi diceva appunto che l’inchino è di prassi…. Io sono dell’avviso che quando è l’ora…può essere un aereo, una nave. ma anche semplicemente un’auto mentre attraverso sulle strisce…il destino è destino……ma quello Schettino qualcosa di sbagliato lo avrà fatto sicuramente, perchè lo scoglio non è nato di certo quella notte e l’abbandono della nave…….ma lasciamo ai giudici il loro lavoro…preghiamo per coloro che non ci sono più e che i dispersi si ritrovino sani e salvi….specialmente la piccola…….

  5. Io ho fatto due crociere con la Costa insieme a mia figlia, una nel 2009 era proprio sulla stessa rotta del naufragio e con la Concordia, una nave bellissima, tutta decorata all’interno di un verde smeraldo che ispirava alla speranza. L’altra è stata il più bel viaggio che abbia finora fatto, estate 2010, sulla Costa Europa, una rotta che ci ha portato tra Spagna, Marocco, Canarie e Portogallo. Ricordo che le onde dell’oceano ci hanno causato il mal di mare e il capitano spiegò che era normale perché le onde oceaniche sono piatte e non tonde come quelle del Mediterraneo. A mezzanotte passammo lo stretto di Gibilterra e con delusione dei passeggeri, me compresa (che incoscienza) non ci fu alcun avvicinamento nè alla rocca di Gibilterra, nè alle luci tremolanti di Tangeri. Motivi di sicurezza, spiegarono.
    Eppure il capitano era lo stesso Schettino, ieri capitano prudente, oggi vile codardo. Chissà cosa scatta nella testa della gente, speriamo che l’inchiesta ce lo faccia capire, in nome della giustizia, per le vittime innocenti di questo naufragio non solo reale, ma anche metaforico del senso di umanità e solidarietà.
    Un abbraccio, carissima Marirò, a presto.

  6. Bellissimo post Marirò, mi complimento con te per questa analisi saggia, moderata, di persona che vede le cose come sono realmente e non si lascia trasprotare dai giudizi negativi del momento. La vita è sempre un rischio, come hai detto tu, forse a noi compete la PRUDENZA, in particolar modo quando ci occupiamo della sicurezza degli altri.
    Un saluto affettuoso :-)
    Lucia

  7. Ancora non sono andato in crociera, normalmente da Villa S,Giovanni a Messina, anzi no da Livorno all’Elba o Milazzo/Isole Eolie,o le Sette Sorelle Bretoni o le isole istriane, insomma quando si è al mare, per necessità o per diletto in nave ci si va, anche se solo per qualche ora, così come si prende l’aereo, il treno, i il taxi o la carrozzella a cavalli. Ma anche l’ascensore. Bisogna solo augurarsi che il Disaster Menager del caso abbia ponderato i rischi e sappia gestire le emergenze.

  8. Bellisimo post…
    non c’è nulla da aggiungere..anch’io ho fatto una crociera…bellissima…ma non ricordo nessun inchino…sulla SMC Sinfonia. Ed è stata una splendida sinfonia tutto quel mare.
    Mi sono commossa a questa tragedia inutile…perchè quando parti hai uno spirito talmente carico di gioia e leggerezza che non pensi davvero a nessun incidente.
    Posso dirti che la rifarei perchè come esperienza è stata unica.
    Non ho paura. Questo è stato un incidente causato da una persona incompetente e vigliacca che purtroppo ha innescato tante polemiche e lasciato ammutoliti.chi ha esperienza del mare ha una grande saggezza…la cosa imperdonabile è come un capitano responsabile di tante vite si sia lasciato prendere dal panico in quel modo, lasciando nave e passeggeri in balia di se stessi.
    Purtroppo servirà a far si che si osservino le vere regole di come si gestiscono situazioni di pericolo di quella portata.Doveva però esser già stato fatto….si testano sempre le attitudini e le reazioni in fase di pericolo…nulla va mai sottovalutato. Questo è stato un grave incidente che porterà tante conseguenze, umanamente parlando.
    Sono molto dispiaciuta….e spero che al più presto si trovino tutti i dispersi per una degna sepoltura.

  9. Ciao Marirò, bel post e fai bene a non proseguire con questi allarmi, con queste messe in guardia: è capitato, purtroppo, nessuno dice di no, nessuno applaude a questo comandante, nessuno osanna la superficialità, ma non dobbiamo neppure dimenticare che disastri come questi, eccetto quello del Titanic di 100 anni fa, non ci sono spesso, grazie a Dio….
    Per cui ora mi sembra stupido anche solo pensare che non bisogna più fare le crociere o, per me che l’ho sempre sognata, smettere di farlo all’improvviso…
    Magari non la farò mai, per mancanza di possibilità economiche, ma magari ne farò 100 ed andranno tutte bene!!!
    Hai ragione anche sul fatto che ogni giorno la nostra vita è affidata a qualcuno…
    Per fortuna c’è sempre la mano del buon Dio che ci guida, ci accompagna e ci protegge…
    Ti abbraccio forte forte e a presto… :-)

  10. Qualcuno saprebbe dirmi perchè in un qualsiasi incidente se c’è un morto è colpa del comandante, di chi guidava, di chi non è stato attento ecc. ecc.. mentre se la “vittima” esce illesa dallo stesso incidente il merito è una grazia di Dio?
    Gli annegati della Concordia appesantiscono il groppone del comandante mentre i sopravvissuti alimentano la gloria di Dio.
    Non mi pare un esempio di giutizia.
    Dio era al corrente di quello che sarebbe accaduto ma non ha mosso il suo famosisimo dito illustrato nella Cappella Sistina. Il comandante non lo sapeva e i muscoli li ha mossi per portare la nave sullo scoglio. Non saprei come distribuire le colpe se fossi un giudice.
    Non è che la verità, anche in questo caso, ci viene presentata alla rovescia?

    Ita divis est placitum voluptatem ut maeror comes consequator.

    • eh…sono stati scritti fiumi di parole e non so darti una risposta che mi soddisfi appieno…semplicemente mi convinco sempre più che noi piccoli esseri umani, nella nostra autoconvinzione di perfezione, spesso necessitiamo di un capro espiatorio cui addossare i nostri errori.

  11. Buongiorno :-)
    Io con questi bestioni del mare non ho mai navigato, l’ho fatto spesso con piccola barca a vela e col miglior comandante che potessi mai desiderare: mio padre.
    Mi ha insegnato a non aver paura del mare, ma ad averne rispetto.
    Non siamo mai usciti con un mare rischioso solo per il gusto del brivido e quando è capitato di trovarci in tempesta, il comandante ha abbassato le vele, distribuito giubbetti, impartito ordini insindacabili: doveva riportarci tutti a casa.
    Una barchetta sballottata in mezzo al mare, una barchetta che una manovra azzardata avrebbe potuto capovolgere come niente, il porto – che neppure farlo apposta era proprio il Giglio – che vedi e non raggiungi, il vento contrario.
    Ho visto solo in occasioni di questo tipo mio padre seriamente preoccupato, il volto tirato, la voce categorica ed è proprio in queste occasioni, e non in bonaccia, che si è dimostrato un vero capitano: eravamo in otto a bordo e dipendevamo tutti da lui.
    No, neppure io avrò mai paura del mare né di navigare.
    La vita è sempre un rischio, ma i folli e gli sventati non dovrebbero governare la nostra.

    Betta

  12. Cara, sono balzata su questo blog attirata da un tuo commento, che bello il tuo scritto e quanto saggio. Sì, l’inchino può continuare a farsi, ma da più lontano e senza esibizionismi né viltà.

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